lunedì 31 gennaio 2011

Il piccolo diavolo oggi diventa agnellino..

Mattinata all'asilo aperto, ormai come tutte le mattine in attesa dell'inserimento al nido , in svedese forskola. Giorgio gioca, gattona, si tira su, corre, vede un giocattolo che gli interessa, va per prenderlo e mentre è li tutto incuriosito arriva un altro bambino che cerca di prenderglielo. Inizialmente lo guarda interdetto, subito dopo il bambino ritorna alla carica ma Giorgio resiste. Fino a che il bambino gli va proprio vicino vicino e pam!, una botta sulla testa! Nei suoi occhi un po' di spavento, poi l'attimo di apnea quasi a prendere la rincorsa e poi ecco  lo sfogo del pianto. Io vado verso di lui, lo prendo in braccio. I suoi occhi cercano i miei; attimi in cui cerca di leggere nel mio viso come deve comportarsi. Sorridi e lui si sentirà tranquillo. Preoccupati ed il pianto crescerà. Mentre gli sorrido mi siedo su una sedia  mettendolo a cavalcioni. Lui si tranquillizza con una mano mi carezza il viso, poi cerca il mio orecchio. Lo fa spesso o quando ha sonno (ma non è questo il caso) o quando vuole essere rassicurato, quasi a voler ricreare una specie di cordone ombelicare. Cerco di spiegare a Giorgio che il bambino non aveva tutta questa pazienza di aspettare che lui finisse di guardare il gioco. Ovviamente mi ascoltava a pezzi e bocconi perchè continuava a indicarmi il bambino e toccandosi la testa mi diceva: bimmo aia!
E' molto e dico molto difficile assistere a scene come questa dove il tuo piccolino subisce! Come mamma mi sono sentita impotente. Ma sono sicura che questo è stato il primo episodio di una lunga serie. D'altronde sono bambini e in quanto incapaci di usare la parola, situazioni come questa sono all'ordine del giorno. Devo farci il callo e sperare che Giorgio non subisca sempre.
Ieri invece siamo stati tutti e tre a Solna Centrum dopo una bella passeggiata, abbiamo pranzato al Mc Donalds, una veloce capatina al negozio di giochi dove abbiamo preso una lavagna per Giorgio e via a casa. Nel pomeriggio sono passati per un tè lo zio Lorenzo e Chiara, un'amica. E ovviamente ho colto l'occasione per fare la prima tintura ai capelli grazie a Chiara. Il risultato è stato diciamo raggiunto. Adesso sono color miele. Quanto mi mancano le mie parrucchiere Paola e Michela!!!!! Mi rifarò. Sicuramente.

3 commenti:

  1. Non ti preoccupare più di tanto,prima o poi doveva sbattere con un prepotente, la vita è fatta anche di questo. Non sarà uno che subisce,...sicuramente ci è rimasto male, spero che la madre dell'altro bimbo l'abbia sgridato e si sia scusata!
    PS: ma no ci sono le parrucchiere a Stoccolma??

    RispondiElimina
  2. La madre dell'altro bimbo non c'era poichè stava cambiando l'altra figlia..
    Le parrucchiere ci sono ci sono!! ma non ho possibilità di andarci. purtroppo.

    RispondiElimina
  3. bè se la madre non c'era spero che almeno una maestra ci sia stata...giusto per spiegare al bambino manesco che non si picchiano i compagni :P

    RispondiElimina