martedì 25 gennaio 2011
L'Italia vista da fuori
Come se davvero fossimo al centro del mondo e dell'Europa.
Come se davvero cittadini di altri paesi si occupassero seriamente, anche solo per qualche minuto della loro giornata, di un paese che non è il loro.
A scandali-routine che in fondo non li riguardano, ad una realtà tragicomica su cui, da fuori, ci sarebbe solo da ridere. Ad un folclore disgustoso tutto italiano.
Ad un succedersi veloce e continuo di impietosi eventi in campo giuridico, istituzionale, etico e morale. All'imbecillimento collettivo frutto di quindici anni di lavoro di televisione.
Ad una schiera di giovani in mutande e uomini imbellettati pronti a saltar loro addosso. Impuniti e asserviti. E genitori pronti a sacrificar la prole senza troppo pensarci anzi, "magari!".
Ad un popolo che non sa più neppure parlare, argomentare, esprimersi. Pensare. Arrabbiarsi.
Un popolo che sceglie di essere razzista, che accoglie la prepotenza dell'ignoranza, che si compiace nel suo marcire.
Che ha sete di niente e si ciba di porcate. Che considera il lavoro una sfortuna, un difetto, una vergogna.
Che innalza ad idoli-lampo uomini e donne di improbabili qualità e provenienze, per poi eliminarli, letteralmente, con la stessa leggerezza con cui li aveva eletti.
Un popolo di ladruncoli, di imbroglioni, di piccoli e grandi furbi. Di perennemente offesi e segretamente invidiosi. Di mafiosi.
Un popolo vecchio che sceglie un partito di nuovi bugiardi e manda i loro giovani in pasto al nulla.
In mano ad un branco di iene.
Ed è un dramma, tutto nostro. C''è da capirlo.
Al mondo, all'Europa intera, poco importa dei nostri saltimbanchi, buffoni, politici e qualsivoglia.
Dal di fuori, questa burla, paradosso della cultura e della politica, si è congiunta con questa realtà grottesca e ormai stomachevole.
Dal di fuori il nostro Cabaret funziona. Probabilmente buffo o irritante, prevedibile il più delle volte, ma divertente.
Di quella comicità decadente magari, tragica e di cattivo gusto, ma fa ridere.
Facciamo ridere. Fanno ridere. Indignare a volte, ma per poco. Fa notizia, si. Da tabloid.
Chiedersi come ci vedono dal di fuori non ha poi molta importanza anche perchè, in fondo, non interessa a nessuno cosa succede in Italia
e ci sono paesi le cui rivoluzioni attualmente costituiscono ben più concreti e proficui argomenti di cui parlare. Queste stravaganze restano a noi.
Per ironia della sorte, appiccicate come sanguisuge proprio a coloro che per lasciarsele indietro se ne sono andati.
Chiedersi come ci vedono dal di fuori non dovrebbe avere molta importanza perchè il punto è come ci vediamo noi.
Dal di fuori e dal di dentro della nostra Italia.
ITALIANI IN ITALIA??..... E DATEVI UNA SVEGLIATA!!!!!
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QUESTE SONO PAROLE!!ed hai ragione..... io sono stata in america latina..ed anche i peuviani e gli ecuadoriani,ci prendevano in giro a causa di berlusconi.. come un uomo di spettacolo,che ama le giovani donnelo chiamano gigolò...questo dicono di chi ci governa..è prorio una tristezza!!
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